GLI ATTACCHI DI PANICO

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Se la respirazione è fondamentale per la salute e la soluzione di molti disturbi, la sua relazione con gli attacchi di panico è tanto cruciale e diretta, che il Rebirthing Transpersonale si dimostra in questi casi il metodo più efficace per una soluzione rapida e definitiva del disturbo.

Il DAP (disturbo da attacchi di panico) è molto diffuso e si stima che ne soffra oltre l’8-10% della popolazione dei paesi sviluppati e può colpire individui altresì sani e socialmente realizzati. Al contrario di quanto si era creduto sino ai primi anni Ottanta, l’attacco di panico non è assimilabile a una forma d’ansia acuta e passeggera, ma è un disturbo a se stante. Nella maggior parte dei casi di DAP una sola crisi basta a far nascere il timore che essa possa ripetersi. Chi ha avuto la prima crisi in aereo eviterà di viaggiare con quel mezzo e poi nel timore che quel disturbo strano e incontrollabile possa accadere di nuovo inaspettatamente, inizierà a evitare altri mezzi di trasporto temendo di essere colto da un attacco in auto o in treno. Alcuni cominciano a poter guidare solo se accompagnati, per poi restringere ulteriormente il loro raggio d’azione sino a giungere, nei casi più gravi, a temere persino d’uscire da casa. Attualmente la terapia medica ritenuta più valida consiste nella somministrazione di antidepressivi, che hanno sostituito i tranquillanti usati in passato, tale intervento pare comunque palliativo e di rado del tutto risolutivo. Alla terapia farmacologica sono spesso associate tecniche cognitivistiche comportamentali e gruppi di sostegno che aiutano spesso il soggetto ad affrontare meglio i disturbi senza però risolverli davvero.

Solo nel 2000 il professor Battaglia dell’Ospedale San Raffaele di Milano, dopo dieci anni di ricerche ha comunicato di aver scoperto l’inconfutabile esistenza della relazione tra gli attacchi di panico e la respirazione. Le ricerche avevano dimostrato, infatti, che i soggetti che soffrono di panico mostrano una reazione che si potrebbe definire "allergica” all’eccesso di anidride carbonica e facendo inalare alte concentrazioni di anidride carbonica s'innescava un attacco nei soggetti predisposti.

Questa conferma scientifica pareva sostenere definitivamente la correttezza delle mie scoperte. Mi ha poi stupito costatare che la risposta medica dapprima suggerita per affrontare il problema era un farmaco usato per la cura del Morbo di Parkinson che inibisce i recettori dell’anidride carbonica! Mi è sembrato che questo fosse l’emblema delle cure sintomatiche che non cercano e non risolve le cause del disturbo ma si limitano a sopprimerne momentaneamente le manifestazioni. Tale farmaco invero non è stato quasi mai utilizzato per gli indesiderati effetti collaterali e inoltre ovvio che, una volta sorto l’attacco è troppo tardi per assumere il farmaco poiché il disturbo ha fasi acute che durano di solito pochi minuti.

Anche far respirare il soggetto in un sacchetto di carta può essere molto efficace per uscire dal momentaneo stato d'iperventilazione, ma non porta a ristabilire una respirazione naturale ed equilibrata. Un eccesso di anidride carbonica è certamente conseguenza di una cattiva respirazione e mi pare ovvio ristabilire una respirazione corretta sia la prima cosa da prendere in considerazione: per la soluzione radicale del problema è cruciale un approccio diretto ai blocchi della respirazione stessa. Non solo per riequilibrare il tasso di anidride carbonica nel sangue e gli squilibri bioenergetici associati a una respirazione irregolare ma le cause inconsce che hanno spinto a una respirazione incompleta. La respirazione irregolare è originata da emozioni represse, da eccesso di autocontrollo e dalla perdita di contatto con le sensazioni corporee di chi vive troppo nel mondo del pensiero.

Ciò che da molti anni avevo constatato, (già nel 1986 il Corriere salute dedicò un articolo alle mie ricerche), è stato di nuovo recentemente confermato da molti studi scientifici. Una recente ricerca negli Stati Uniti, osservando 400 ragazzi delle scuole medie sofferenti di DAP ha rilevato che nel 100% dei casi essi mostravano una respirazione irregolare, con fasi di iper e ipoventilazione e anche questi studi confermano che le sensazioni scatenanti gli attacchi di panico hanno una relazione diretta con le alterazioni del respiro.

Si è costatato che i sintomi dell’iperventilazione (capogiro, formicolio alle mani, timore di perdere il controllo emotivo, respiro affannoso, oppressione, vertigine, paura ed eventuale tachicardia) sorgono con estrema facilità in coloro che, senza esserne coscienti, si trovano in condizione di ipoventilazione, vale a dire respirano male e spesso respirano meno del dovuto. Dopo un periodo stressante, un trauma, un dispiacere che ha portato a una respirazione più contratta, l'individuo proverà inaspettate sensazioni d'iperventilazione appena cerca di tornare a una respirazione più ampia, o nei momenti in cui respira più intensamente per la sensazione che "manchi" l'aria. Luoghi chiusi come aereo e auto, code al supermercato, ecc., sono spesso i luoghi del panico.

La tecnica di respirazione che ho sviluppato e denominato Rebirthing ad approccio Transpersonale, si dimostra il metodo più rapido per risolvere definitivamente gli attacchi di panico, sciogliendo i blocchi emotivi e bioenergetici che inducono ipoventilazione (respirazione contratta e irregolare) e il successivo insorgere di stati d'iperventilazione con associati fenomeni di alterazione e squilibrio. Con questo metodo si può rapidamente ristabilire in modo duraturo l’equilibrio del Ph nel sangue, risolvere i problemi legati all’iperventilazione, ed anche elaborare le emozioni represse e rimuovere i blocchi bioenergetici che erano le cause nascoste dell’ipoventilazione. Si è costatato, osservando una vasta casistica, che il metodo è rapido, sicuro e in poche sedute, permette di eliminare del tutto sia i sintomi, sia le cause, sia il timore anticipatorio, che un attacco possa verificarsi in situazioni future.

Già dalla prima seduta il soggetto che riconosce che respirando in un certo modo s'innescano sensazioni simili a quelle che tanto lo spaventano, si libera dall'angosciosa idea che tali sensazioni siano sintomi di disturbi mentali o di pericolose malattie ma semplici alterazioni del Ph, e comprendendo che il respiro non è pericoloso nella situazione protetta della sessione alla presenza di un esperto attraversa queste sensazioni sino a uno sblocco liberatorio spesso associato a catarsi di emozioni represse.

Si deve perciò accompagnare il soggetto a respirare sino a eliminare lo stato di ipoventilazione causato dalla “corazza psicosomatica” e gli stati d'iperventilazione involontaria che ne conseguono. E' necessario attraversare una fase di volontaria iperventilazione per ritrovare il respiro naturale.  Respirare profondamente, sotto la guida di un esperto, permette di superare con facilità i momenti in cui l’ansia si manifesta e si scarica definitivamente per lasciare uno stato di sollievo e serenità. In un contesto opportuno le sensazioni fisiche ed emotive possono essere affrontate tranquillamente. Molto spesso il metodo non solo è efficace alla soluzione del problema, ma mette l’individuo in grado di entrare in contatto con profonde dinamiche psicologiche e psichiche, che favoriscono lo sviluppo integrale, la crescita interiore e la salute olistica. Guarito dagli attacchi di panico, scopre di stare molto meglio di quanto stesse prima dell'insorgere del disturbo come se attraverso quest'esperienza dolorosa avesse acquisito una prima sconosciuta consapevolezza di sé, lucidità e libertà interiore.

La soluzione dei conflitti attraverso la trascendenza dell'io fa rientrare questo metodo a tutti gli effetti nell'area della Psicologia Transpersonale che s'interessa in particolare all'auto-realizzazione e allo sviluppo del potenziale. Non vi è qui lo spazio per approfondire quest'argomento che ho trattato in molti altri scritti.

E' interessante esaminare gli attacchi di panico anche dalla prospettiva della Psicologia Archetipica, ma anche questo un vasto campo al quale posso fare solo un breve accenno.

Il termine panico deriva dal mitico dio Pan. Pan, figlio di Dioniso, divinità benefica e positiva delle tradizioni pagane, è l'archetipo del signore della natura e degli istinti, dell'energia vitale che anima il mondo. Il suo improvviso manifestarsi provoca terrore nelle ninfe che fuggono di fronte a lui. Più esse fuggono e più Pan si sente spinto a inseguirle. Da questa situazione nasce il panico delle ninfe, rappresentato nel cortocircuito psichico tra il loro fuggire e l'eccitazione di Pan (più mi spavento più sto male, più sto male più mi spavento, caratteristico dell'attacco di panico). Il mito narra che quando Pan incontra la ninfa Eco, essa gli riflette la sua stessa immagine come in uno specchio, ed egli è così in grado di vedere se stesso, e da questa presa di coscienza si genera in lui una profonda trasformazione: detta l'albedo di Pan. Quest'esperienza d'autocoscienza trasforma Pan, egli diventa bianco e si ritira in meditazione in una grotta in uno stato di beatitudine e pace simile a quello di un mistico Yogi.

Ecco cosa intendeva C. G. Jung, quando affermava che gli dèi che abbiamo rimosso dalla nostra consapevolezza nell'inconscio, sono diventati sintomi. Gli istinti repressi se non li ascoltiamo e riconosciamo, diventano causa dei nostri più grandi conflitti interiori. La forza vitale è repressa vivendo nel mondo del pensiero che ci impone un eccessivo controllo delle emozioni. Quando erompe inaspettatamente come un'energia che ci possiede e alla quale temiamo abbandonarci, ci terrorizza, ma se ci arrendiamo a essa e alle sensazioni, la tensione accumulata presto si scarica e si ristabilisce l'equilibrio e con esso l'integrazione con il nostro vero Essere: mente, corpo, emozioni, anima e consapevolezza.

La seduta di Rebirthing Transpersonale, come accade simbolicamente nell'incontro di Pan con la ninfa Eco, facendo entrare coscientemente in contatto con queste sensazioni, senza fuggirle, porta il soggetto a prendere coscienza che ciò che lo spaventa è un'energia benefica che viene dal mondo dell'inconscio e della natura. Appena si apre a essa affrontandola dalla paura sarà condotto alla liberazione e al contatto cosciente con l'energia transpersonale della vita. Mi è capitato spesso di sentirmi dire da chi aveva sofferto di attacchi di panico, che si ritenevano fortunati di aver passato quelle crisi, perché se non fossero stati spinti da quel disturbo a cercare una soluzione con la respirazione, non avrebbero mai neppure conosciuto le dimensioni profonde della coscienza e la serenità e pienezza prodotte dal contatto con la propria essenza interiore. Non solo avevano del tutto risolto ogni paura, ma per la prima volta, si erano pienamente aperti al fluire armonico della vita con autenticità, spontaneità e rinnovata vitalità.

Dott. F. Falzoni Gallerani. (Articolo scritto nei primi anni '90 e rielaborato nel dicembre 2011)

IN SINTESI:

  • Si è costatato che esiste un'evidente relazione tra gli attacchi di panico e le alterazioni del respiro.
  • Si è notato che i sintomi dell'iperventilazione (capogiro, formicolio alle mani, timore di perdere il controllo, respiro affannoso, oppressione, vertigine, paura, depersonalizzazione e tachicardia) sorgono con estrema facilità  in coloro che, senza esserne coscienti, si trovano in condizione di subventilazione.
  • Si è verificata con successo su centinaia di casi l'efficacia del Rebirthing ad approccio Transpersonale, specifica tecnica di respirazione svolta sotto la guida di un esperto, che permette di ristabilire stabilmente l'equilibrio del Ph nel sangue, risolvere i problemi legati all'iperventilazione, l'elaborare le emozioni represse e sciogliere i blocchi bioenergetici.
  • Si è costatato osservando una vasta casistica che il metodo permette di eliminare del tutto il sintomo e il timore associato all'attesa del suo possibile insorgere, in modo rapido, sicuro e in poche sedute.